[Nuovo libro] Sesso, droghe e macaron!

Qualche giorno fa, per Sperling & Kupfer, è uscito il mio primo romanzo: Sesso, Droghe e Macarons.

Il libro è uno studio scientifico e rigoroso di un argomento serissimo… ci avete creduto? No, vero?

E avete fatto bene, perché il romanzo è prima di tutto una storia ironica con un pizzico di surreale, anzi, facciamo anche una buona manciata, e nasce con il preciso intento di far sorridere, mentre scherza un po’ su cibo ed eros.

La trama: l’elegante e misurata chef tv di pasticceria francese Nives, si trova come comprimaria, impostale dal produttore per dare nuova linfa alla trasmissione in calo d’ascolti, una pornostar bionda e disinibita, Dorothy, totalmente a digiuno di cucina: lo scontro sarà inevitabile, e ancora di più il caos che l’attrice porterà, involontariamente, nel microcosmo che ruota attorno alla redazione.

La situazione è volutamente paradossale: è il pretesto per mettere a confronto due tipi umani apparentemente in antitesi e vedere cosa succede. Sì, perché poi le due protagoniste si assomigliano molto più di quanto pensino. Nives riesce ad esprimersi veramente solo in cucina, Dorothy nel sesso e nella seduzione. Riusciranno a trovare un punto di contatto? E ancora: è possibile costruire ponti con qualcuno che percepiamo come lontano anni luce dalla nostra galassia?

En passant, si parla tanto di cibo e di sesso: non ci sono dinosauri, qui, ma esseri umani definiti dai loro gusti a 360°. Ogni personaggio è raccontato non solo dalle sue azioni, ma anche dai suoi gusti in materia di cibo e di sesso. Un po’ come capita nella vita di tutti i giorni, forse solo in maniera meno surreale. Forse.

Credits: la magnifica copertina è opera di una delle mie illustratrici preferite, la bravissima Tostoini. I simboli esoterici che contiene, però, ve li spiego la prossima volta.

[Nuovo libro] Jorge Amado: cibo, sesso e impegno sociale

cucina_amadoAncora un altro e poi smetto. Mi trovo un hobby serio, tipo il decoupage o lo spinning.

Lo so, lo dico da un pezzo. Putroppo il problema è che ero molto giovane quando ho preso il vizio, e ora è molto più difficile smettere.

Ho cominciato con la folgorazione per la contrada di Bengodi nel Decameron; poi c’è stato l’entusiasmo per la dieta del giovin signore del Parini, e insomma, quando fu il momento dei banchetti di Don Rodrigo e delle osterie di Renzo era già troppo tardi.

Avevo preso il vizio del cibo letterario.

Oggi sono al punto tale che non mi diverto se nel libro non c’è un pranzo abbondante o almeno una frase arguta su cibo e senso della vita.

Nel gorgo della perdizione, Jorge Amado è uno di quegli autori che mi han sempre dato grande conforto.

A parte uno straordinario talento narrativo e la capacità di tenere salda e ben irregimentata un’enorme materia narrativa, Amado era una buona forchetta e di cucina se ne intendeva tanto quanto di letteratura.

Le sue due più note protagoniste, Dona Flor e Gabriela, sono due donne belle e sensuali, ma anche due cuoche dallo straordinario istinto gastronomico che salta fuori quasi in ogni pagina dei rispettivi libri.

Cucina e sensualità per Amado vanno di pari passo: è proprio l’essere in sintonia con i propri sensi che rende queste donne tanto talentuose in cucina, insuperabili nel dosare sapori, profumi e consistenze. C’è un sottile fil rouge che lega il cibo al sesso, la cucina alla camera da letto, e lui lo dipana senza timore.

I suoi libri traboccano della sensualità e della cucina di Bahia, e tuttavia non sono per niente frivoli, come invece qualcuno sostiene: con una ironia lucidissima, Amado mette in luce le ingiustizie sociali, le contraddizioni della società e anche le disparità di trattamento tra uomini e donne.

Difficile non amarlo. Impossibile non scriverne.

Infatti da qualche giorno è uscito per Il leone verde, In cucina con Dona Flor, il mio ultimo libro, in cui scrivo delle sue protagoniste – e cuoche – più note, del constesto storico di quegli anni, del potente legame del Brasile con l’Africa, che torna nella spiritualità, nella danza e, ovviamente, nella cucina baiana, in un viaggio letterario davvero affascinante.

Dai, scherzavo. Mica posso smettere di scrivere queste cose.

[Nuovo Libro] Cioccolato, Cucina storica e Matthew McConaughey

Ognuno ha i suoi vizi.

Io per esempio impazzisco per la cucina storica.

Mi appassiona studiare come è cambiata l’alimentazione, gli ingredienti, i modi di consumare gli alimenti, le ricette.

Sì perché la cucina è tutto fuorché statica: a ben vedere riflette fedelmente le vicessitudini storico-politiche di un luogo, conquistatori, invasioni, scambi commerciali, unioni matrimoniali di casati diversi.

Per questo, da subito ho voluto dare un taglio storicoCioccolato passione italiana. 100 anni di storie e ricette (Giunti Editore). 

Sono andata a vedere, nell’ultimo secolo, quali sono stati le ricette al cioccolato più amate, o di moda, decennio per decennio.

E ho trovato cose interessantissime.

  • Perché l’Artusi teneva in dispregio il cioccolato?
  • Quando sono nate le tagliatelle al cacao?
  • Quando torna di moda la mousse al cioccolato?
  • Come è diventata famosa la lepre in dolce e forte?
  • E come ha fatto il soufflé gelato a diventare chic?

Oltre alla parte storica, ho scritto le ricette del ricettario e ne ho anche curato il food styling. Le foto sono di Silvia Luppi.

Ce n’era bisogno?

Secondo me sì.

Perché il cioccolato è un po’ come William Holden negli anni ’50 o Matthew Mc Conaughey oggi.

Star circondate da una folla di sarti che paiono perennemente a corto di stoffa per avvolgerne i poderosi pettorali, tuttavia orfane di qualcuno che si occupi della loro personalità.

Il cioccolato, allo stesso modo, paga il tributo alla disattenzione da acquolina, allo stordimento generato dal suo avvolgente profumo, e pochi si fermano a pensare a tutto quello che c’è dietro e prima del cioccolatino che stanno per scartare.

Questo libro vuole colmare questo vuoto in modo gustoso.

Se siete curiosi di saperne di più, sabato 17 novembre alle ore 16.30 durante Milano Book City, nella sala napoleonica di palazzo Serbelloni ne parleremo assieme a Emanuela Scarpellini,docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano e autrice del bellissimo A tavola! Storia sociale della cucina italiana.

Più cucina storica e cioccolato per tutti!

Sorpresa! Un libro sul Food Styling!

Sì, lo so, stavolta vi ho stupito con qualcosa di inaspettato.

In effetti inizialmente avevo pensato a temi sobri, come l’extreme ironing o l’incisione artistica di gusci di uova, ma alla fine ho scelto qualcosa di più frizzante.

Un libro sulla mia occupazione preferita: creare piatti belli.

Ma non solo sul set.

Il mio lavoro è la conseguenza di una passione che ho nella vita di tutti i giorni.

Aggiungere bellezza ovunque possibile, anche nei piatti.

Ed è esattamente questa l’idea dietro codesto tomo, in uscita oggi 19 settembre, dal titolo Food Styling – Trucchi e e segreti per creare piatti straordinari ogni giorno.

Che cosa non è.

  • non è un manuale tecnico
  • non è un ricettario
  • non è un libro esoterico comprensibile solo agli addetti ai lavori

Che cosa è.

  • È un manuale illustrato pieno di  suggerimenti e spunti per decorare i vostri piatti in maniera nuova e divertente, per sorprendere i vostri invitati a cena o la vostra dolce metà, ma anche per stendere le vostre conquiste.
  • È un excursus su 10 materiali commestibili (dallo zucchero alle verdure, passando per il cioccolato e l’oro) pieno di idee su come usarli rendere più belli i vostri piatti.
  • È una raccolta di tecniche, da quelle semplicissime a quelle più complesse, da quelle veloci a quelle che richiedono un po’ pazienza.
  • È anche una raccolta di ricette, ma che son solo un pretesto per costruirci sopra le presentazioni, con l’augurio che ci sostituiate le vostre.
  • E soprattutto è un libro spiegato in maniera chiara, step by step.

Last but not least, le foto sono di una fotografa di pregio: la mitica Claudia Castaldi.

Food Styling – Trucchi e e segreti per creare piatti straordinari ogni giorno, Edizioni Gribaudo, 198 pagine, 24,90 euro

 

[Nuovo libro] È ufficiale: le fate esistono e sanno cucinare.

Dice il saggio: anno nuovo, libro nuovo.

E chi sono io per contraddirlo, chiunque esso sia?

È perciò con sommo gaudio e tripudio che vi annuncio l’ultimo nato di casa Deiana.

La cucina delle Janas: Erbe e magia nella cucina sarda.

(prego notare il miglioramento della mia logorrea da titolo)

Forse però, per unirvi al tripudio, vi piacerebbe sapere chi sono le Janas, nevvero?

Ebbene, trattasi delle fate sarde autoctone, piuttosto simili alle loro consorelle di ogni dove.

Con una particolarità: la fama di saper cucinare molto bene.

Così, da appassionata di:

  1. leggende magiche
  2. erbe
  3. cucina

ho colto l’occasione per unire le tre cose.

È nato così questo libro, che è un ricettario di cucina sarda raccontata attraverso le sue erbe. E le tradizioni magiche che ruotano attorno a queste erbe.

Perché sì, confesso: era da un po’ che avevo voglia di raccontare che la cucina isolana non è solo seadas e porceddu.

Eppoi perché durante le ricerche per questo libro, ho scoperto ricette afrodisiache, piante che scacciano il demonio e placano i temporali, arbusti che portano fortuna e erbe che tengono lontani i ladri.

Troppo belle per non raccontarle.

Curiosi?

Ebbene, presenteremo La cucina delle Janas in anteprima al Salone del Libro di Torino venerdì 11 maggio alle ore 19.30 presso lo Spazio Autori A, assieme a Cucinare con le erbe selvatiche di Davide Ciccarese (Ponte alle Grazie).

Siete invitati tutti, maghi e babbani!