Lo zen e l’arte di mangiare

È giunta l’ora di dire la verità.

L’esplorazione della galassia gastronomica alla ricerca del meglio richiede un physique du rôle quantomeno atletico.

O al limite un metabolismo vivace, diciamo tipo giocatore di football americano. Cosa impegnativa, se sei una gentil donzella formato mignon.

E insomma, prima o poi capita anche ai migliori.

Un’allergia galeotta, un disturbo gastico inopportuno, qualche piccolo fastidiuccio resistente alle pillole più à la page et voila, sei costretto a farti la terribile domanda.

Forse ma forse sto mangiando qualcosa che mi fa male?

La cosa pregevole di questo interessante interrogativo è che non ha risposta.

O meglio: ha una risposta diversa praticamente per ogni singolo individuo.

C’è chi è rinato diventando vegano, chi eliminando lo zucchero, chi riducendo la dose settimanale di proteine animali, chi diventando crudista o fruttariano.

Vanno bene tutte, a mio parere.

A patto di non convincersi di aver trovato la verità universale e diventare evangelisti molesti, perché di solito si è trovato solo il paio di scarpe adatto ai propri piedi.

La mia risposta, ordunque, è piuttosto semplice.

Quasi zen.

A me fa bene fare attenzione  a come il mio corpo recepisce ogni alimento.

Mi fa bene prendermi il tempo di gustare quello che sto mangiando, con calma e silenzio.

Mi fa bene mangiare meno, ma di qualità.

Ho scoperto così che ci sono cibi che il mio corpo accoglie con gioia.

Roba che li mangio e mi sento più felice.

E non parlo della mousse pralinata al triplo cioccolato farcita di caramello salato e crema di macarons.

Penso, per esempio, ad una straordinaria susina biologica mangiata qualche tempo fa.

Appena colta.

Proveniente dalle cascine nei dintorni.

Frutta viva, non di quella imbalsamata da supermercato, già guasta pochi giorni dopo esser stata spacchettata.

Curiosamente,  quella frutta là mi dà un po’ di tristezza.

Ancora più curiosamente, se mangio quella bio mi sento felice.

Per questo ho scelto.

Ho scelto di frequentare sempre meno la grande distribuzione e sempre di più i piccoli produttori.

Ho scelto di fidarmi del mio organismo.

Ma soprattutto ho scelto di scegliere.

E alla fine, non si sa come sia, le scelte più salutari per il singolo sono anche quelle più salutari per il pianeta.

Buona giornata mondiale dell’alimentazione.

Credits: Vegetable Woman di Elizom