Cioccolato e bei giovanotti: nuove presentazioni EXPO

paradigma mcconaugheyL’ho detto io: il paradgma Mc Conaughey è uno di quei modelli universali che parlano a tutti.

Quando proietto la slide qui sopra, molti spettatori sentono la necessità di fermarsi ad osservarla, per apprezzarne a pieno la profonda portata.

Per questo ritorno ad Expo 2015, sempre al Teatro del Cluster Cacao e Cioccolato con il mio libro Cioccolato, passione italianad e numerose storie sull’avventurosa storia del cioccolato.

Prossime date:

- 8 giugno, h 12-13
– 28 giugno, h 12-13
– 11 luglio, h 17-18

Sicuramente tornerò anche nei mesi successivi.

Sabato 23 maggio sono invece ospite a The Cooking Show di Lisa Casali, sempre ad Expo. Se passate di lì e volete partecipare come pubblico basta recarsi entro le 14:30 all’Info Point di Expo Milano 2015, davanti all’Expo Centre (quadrante H-6 della mappa).

NB. La foto  è veramente la slide di apertura della presentazione. Qui non si scherza mica.

Cordinate spaziali:
Expo 2015
@ Teatro del Cluster Cacao e Cioccolato
Cocoa and Chocolate Experience

Credits: è sempre la mia arguta rielaborazione di fotogramma tratto dal film Magic Mike (2012) e foto dal web.

L’EXPO, il cioccolato e Matthew Mcconaughey

mcconaughey-vs-chocolateSabato 9 maggio alle 12 sarò ad Expo 2015.

Mi trovate al Teatro del Cluster Cacao e Cioccolato ospite del Cocoa and Chocolate Experience.

Parlerò del mio libro Cioccolato, passione italiana e della storia del cioccolato in Italia, con molte curiosità degne del miglior numero della Settimana Enigmistica.

Come al solito tratterò anche temi più prettamente filosofici, quali le somiglianze ontologiche tra Matthew Mc Conaughey e il cioccolato, chiaramente visibili nella foto in alto.

Non scherzo.

Cordinate spaziotemporali:
Expo 2015, sabato 9 maggio, h 12
@ Teatro del Cluster Cacao e Cioccolato
Cocoa and Chocolate Experience

Credits: mia arguta rielaborazione di fotogramma tratto dal film Magic Mike (2012) e foto dal web.

La lotta all’ultimo free drink. Appunti di psicologia delle masse al buffet.

È ricominciato il Salone del Mobile, e, come ogni volta, mi torna in mente un breve studio di uno degli allievi meno conosciuti di Freud, l’ingiustamente sottovalutato Bob O’Fairy. Attivo per un breve ma fruttoso lasso di tempo, O’Fairy lasciò poi la psicanalisi per dedicarsi all’allevamento di tonni, con la discutibile scusa che questi non sviluppavano alcun tipo di transfert.

L’ottimo O’Fairy ebbe l’idea del famoso studio durante la presentazione di Psicopatologia della vita quotidiana del suo maestro Sigmund Freud. Egli si accorse che, lungi dal prestare attenzione alla spiegazione del testo epocale, la gran parte degli astanti si accalcava al buffet della Sachertorte, spintonando e schiamazzando, tanto da arrecare disturbo ai lavori.

Pare addirittura che un esagitato, al momento delle domande, abbia chiesto polemicamente a Freud se il fatto di non aver ricevuto panna assieme alla sua porzione di Sacher, non avrebbe ingenerato in lui una sorta di nevrosi ansiosa da panna ogni qual volta avesse visto una torta al cioccolato.

Non è nota la risposta di Freud, ma si mormora che abbia fatto cenno a due dei suoi allievi più robusti di picchiarlo all’uscita.

La Psicologia delle masse al buffet di O’Fairy, parte dall’assunto che il cibo in grosse quantità riporti alla luce le pulsioni inconsce all’accumulo, pulsioni legate alla fase orale dello sviluppo, in cui il bambino si percepisce ancora come il centro del mondo.

Allo stesso modo, nella folla si attuerebbe una sorta di regressione collettiva in cui la massa diventa un’unico bambino gigante nel pieno sia della fase orale che dell’ora di pranzo, divendo così una creatura difficilmente arginabile, se non a suon di scapellotti.

Inoltre, poiché il bambino-massa si percepisce come una creatura singola, registra l’intero ammontare del cibo a disposizione come destinato a lui.

Al tempo stesso, però, percepisce a livello inconscio tutti i singoli componenti: ogni qualvolta qualcuno usufruisce di una singola porzione vive contemporamente il lutto per la perdita di una parte negata a lui e il lutto per la rottura dell’unità bambino-massa.

L’illuminante pamphlet, getta luce sugli oscuri meandri dell’inconscio e sulle pulsioni oscure che solo un tramezzino gratuito o un’assaggio di mousse sanno risvegliare in noi.

Avendo assistito a un qualsiasi aperitivo di presentazione, showcooking o degustazione gratuita, non si può che concordare con la teoria di O’Fairy.

Anzi, viene da chiedersi a quali vette i suoi studi sarebbero potuti arrivare, se non si fosse dato all’ittica.

Tuttavia, ci piace immaginarlo ancora lì, beato tra i suoi tonni, lontano dalla crudele lotta all’ultimo free drink.