A cosa servono le cose che non servono? Di micro food styling e altre idee balzane.

barbie-cake design-smallSi sa. Senza cibo si può resistere per circa un mese; senz’acqua, una decina di giorni; senza un tetto sulla testa, dipende dal clima del luogo in cui vivete; senza cellulare non lo sappiamo, perché nessuno ha ancora osato provarci.

Insomma, ci sono quelle robe lì che senza non puoi proprio sopravvivere, per quanto tu voglia.

Poi ci sono quelle cose che in teoria sono assolutamente inutili.

Tipo fare il cibo in scala Barbie, e farlo muovere con lo stop motion. Il micro food styling non è esattamente la cosa più fondamentale che mi venga in mente.

Io comunque l’ho fatto lo stesso: 12 puntate, uno speciale, un trailer e pure un best of, per un centinaio di ore di lavoro, molte scoperte e un sacco di cose imparate. Sono contenta di averlo fatto.

Eppure quando ti trovi tuo malgrado un impulso fortissimo a fare una cosa assolutamente inutile, senza nessuno scopo preciso, non hai molte scelte.

O lasci che scelga il cosiddetto buonsenso, ovvero quello che ti sembra che pensi la maggioranza delle persone – quindi sicuramente giusto – e ti censuri. Oppure segui il tuo impulso, scegli la fedeltà a te stesso, accetti la sfida.

La prima strada è rassicurante, ma ha quel lieve difetto che di lasciare un senso di insoddisfazione. La seconda è spiazzante: non sai dove ti porterà, per questo richiede fiducia, voglia di esplorare, il coraggio di mettersi in gioco.

Come ha detto Maslow, uno che sui bisogni umani si è interrogato parecchio:

A musician must make music, an artist must paint, a poet must write, if he is to be ultimately happy. What a man can be he must be. This need we may call self-actualisation.

In definitiva, un musicista deve suonare, un’artista deve dipingere, un poeta deve scrivere, se vuole essere felice. Ciò che un uomo può diventare, deve diventarlo. Questo bisogno possiamo chiamarlo autorealizzazione.

Quindi anche le cose che non servono, in realtà servono. Credo che serva in realtà tutto quello che ci lascia un po’ più felici di prima, un po’ più sorridenti, un po’ più meravigliati, e più entusiasti.

Ho il sospetto che ci sia un punto in cui il cerchio si chiuda. In cui tutto quello che abbiamo fatto rivela il suo scopo e ogni tesserina va al suo posto. Per questo è importante ascoltare i desideri, non cadere nella trappola del giudizio (quello verso noi stessi, che è il più duro), continuare a cercare senza paura di sbagliare. Il viaggio è la meta.

All’incirca come aveva detto Jobs.

E infatti, mentre rifletto sui prossimi sviluppi e faccio esperimenti su Instagram, resto sempre un po’ folle, e pure affamata, viste le porzioni scarse della bionda.

A’ Steve, nun me poi di’ che nun t’ho dato retta.

Credits: foto mia, da Instagram

Taste of Milano: due appuntamenti tra cucina afrodisiaca e alchemica

Tra pocotom2015_completo-01 inzia il Taste of Milano.

Siccome gli organizzatori hanno avuto il coragg la cortesia di invitarmi anche quest’anno, ne approfitterò per portare due proposte di cucina alternativa, con due workshop a cui tengo moltissimo, in compagnia di due donzelle strepitose.

Giovedì 4 giugno ale ore 20, area: In cucina con Snaidero:

Assieme a Mia Terri, una straordinaria mixologist con cui ho in comune la passione per aromi, spezie ed essenze, terremo un workshop dal titolo:
La cucina alchemica. Essenze e aromi nel bicchiere e nel piatto.”

Sabato 6 giugno alle 16, area: Il caffè delle meraviglie:

Assieme a Mariachiara Montera, food strategist, gourmet e profonda conoscitrice del mondo della gastronomia, ci cimenteremo in un tema che di solito incontra il gusto dei più:
Riflessioni e chiacchere sulla cucina afrodisiaca.”

L’ingresso è gratis prenotandosi qui!

Vi aspettiamo!

Guida Galattica alla cucina del Sistema Solare (con accenni di storia gastronomica dell’Impero)

guida galattica autostoppisti(brano inedito tratto dalla prima appendice alla guida galattica per gli autostoppisti, pagina4567890, sezione 9k. Registrazione: Sistema Solare)

Anticamente, molto prima dell’avvento della macchina nutrimatica, in tutto l’ex Impero era prassi comune che ciascuno dei megatrilioni di abitanti si scegliesse autonomamente il proprio cibo.

Per svariate volte al giorno ciascun abitante, a seconda dell’umore, delle tempeste magnetiche e delle tasse, decideva cosa mangiare senza affidarsi ad una macchina che facesse un analisi spettroscopica del suo metabolismo, scegliendo che cosa avesse maggiori probabilità di essere meglio digerito da lui.

Nessuna meraviglia che l’impero si sia estinto.

A quei tempi, uno dei posti più alla moda dove mangiare era il Sistema Solare. Da tutte le coordinate spaziotemporali, altairiani e actariani, doradiani e polariani si prendevano qualche anno luce sabbatico per fare il gastrotour del Sistema.

Dopo il prevedibile giro dei ristoranti mobili sugli anelli di Saturno, la visita accurata di tutti i festival gastronomici dei satelliti di Giove (nonostante le frotte di turisti schiamazzanti di Betelgeuse) e l’immancabile panino con la salamella di nebulosa all’uscita di Ios, il culmine del viaggio era un pianetino azzurro, fondamentalmente innocuo, chiamato Terra, tecnologicamente arretrato e con una popolazione pittoresca, ma molto vario quanto a condimenti e salse.

Presi dal languorino e dalla nostalgia del passato, molti rimpiangono quegli anni, dimenticando quale avanzamento di qualità della vita sia stata la nutrimatica, soprattutto per il ruolo, sottovalutato ma fondamentale, della gastronomia nella politica galattica.

Molti ignorano, per esempio, che la vera ragione del crollo dell’Ex impero non sia stata la lotta per il possesso dei giacimenti di tensur ii su Abell 2029, ma la lotta tra TReSS, olf 359 e Mayalll per l’assegnazione di tre asteroidi nella guida Mhlen, nella categoria Jorai, traducibile a spanne con “Pianeta dove si mangia bene ovunque”, titolo assegnato ad un solo pianeta per secolo.

Solo che gli abitanti di TReSS si nutrivano di forme pensiero, quelli di olf 359 di animali e piante che non avessero mai visto la luce dei loro 7 soli (per questioni religiose: i 7 soli erano la loro divinità) e su Mayalll di derivati della lavorazione dello zirconio.

Adell G. Yuup, famoso critico gastronomico di Mu Cephei, autore del bestseller “Le mie cene galattiche” e “Racconti di cene spaziali”, ha scritto in proposito:

“Come sempre in tutti gli scontri in cui si decide il migliore, avevano tutti e tre ragione. E tutti e tre torto. Su TReSS abbiamo gustato delle forme pensiero di banchetti infiniti davvero spettacolari, che in più avevano il pregio di non appesantire lo stomaco. Su olf 359, la cucina era un po’ spartana, ma sorprendentemente ingegnosa e i loro arrosti, tutte creature nutrite al caldo delle loro terre argillose al riparo dal clima gelido della superficie, erano davvero leggendari, a patto di non chiedersi cosa si stesse mangiando. Su Mayalll i cibi erano talmente impalpabili e delicati che finivano per assomigliare molto alle forme pensiero di TReSS, a parte un leggero retrogusto metallico. Ma nessuna delle tre popolazioni ha mai avuto modo di scoprirlo, perché nessuno di loro ha mai assaggiato cosa cucinasse l’altro prima di dichiararsi guerra.”

Che poi, per nutrirsi nella Galassia, alla fine basta un asciugamano.

Buon Towel Day!

Credits: immagine: dettaglio dalla locandina del film “Hitchhicker’s Guide to Galaxy” © Touchstone Pictures 2005

Cioccolato e bei giovanotti: nuove presentazioni EXPO

paradigma mcconaugheyL’ho detto io: il paradgma Mc Conaughey è uno di quei modelli universali che parlano a tutti.

Quando proietto la slide qui sopra, molti spettatori sentono la necessità di fermarsi ad osservarla, per apprezzarne a pieno la profonda portata.

Per questo ritorno ad Expo 2015, sempre al Teatro del Cluster Cacao e Cioccolato con il mio libro Cioccolato, passione italianad e numerose storie sull’avventurosa storia del cioccolato.

Prossime date:

- 8 giugno, h 12-13
– 28 giugno, h 12-13
– 11 luglio, h 17-18

Sicuramente tornerò anche nei mesi successivi.

Sabato 23 maggio sono invece ospite a The Cooking Show di Lisa Casali, sempre ad Expo. Se passate di lì e volete partecipare come pubblico basta recarsi entro le 14:30 all’Info Point di Expo Milano 2015, davanti all’Expo Centre (quadrante H-6 della mappa).

NB. La foto  è veramente la slide di apertura della presentazione. Qui non si scherza mica.

Cordinate spaziali:
Expo 2015
@ Teatro del Cluster Cacao e Cioccolato
Cocoa and Chocolate Experience

Credits: è sempre la mia arguta rielaborazione di fotogramma tratto dal film Magic Mike (2012) e foto dal web.