[nuovo libro] Invito a cena con aforisma

invito a cena con aforisma - roberta deianaStanchi di dover leggere un interi scaffali di libri per trovare citazioni valide?

Niente paura.

Sine qua non, come diceva il poeta: siamo qua noi.

Invito a cena con aforisma, con una copertina tutta simpatia ed un retro in un brillante rosso moda (che sta bene sia alle bionde che alle brune) raccoglie una ghiotta selezione di citazioni sul cibo.

Con lo spirito zuzzurrellone che anima l’autrice della selezione, nonché di questo blog, le citazioni sono soprattutto buffe, curiose, divertenti.

E, per non farci mancare nulla, sono organizzate come una cena.

C’è il capitolo degli antipasti, quello dei primi, dei secondi di carne, di pesce, i formaggi, le verdure, i dessert, la frutta.

Senza scordare pane, condimenti e una mentina finale.

Bravi.

Metacitazione di montipitoniana memoria.

A breve novità sulle presentazioni.


Patrick Roger. Orgasmo e cioccolato

Questo mese su A Tavola c’è una mia intervista ad uno dei chocolatier francesi più blasonati.

Mr. Patrick Roger.

E in effetti cotanta gloria non è invano.

Vi invito calorosamente a provare le sue praline (spettacolare quella al lime), ma anche solo le sue tavolette di cioccolato più semplici, pericolosamente vicine all’esperienza mistica.

L’occasione dell’incontro, peraltro, è una di quelle che forniscono amabili conversation pieces per parecchi anni a venire.

Mr Roger, noto anche per il suo abete di cioccolato alto 4 metri e altre trovate assai creative, ha costruito, per il lancio della campagna mondiale Magnum, una suite tutta di cioccolato, inclusi mobili, pareti e persino un’avvenente occupante a grandezza naturale.

Karl Lagerfeld, che ha disegnato la suite, infatti, ha pensato bene di impreziosirne l’arredamento con un bell’esemplare di giovane maschio al centro del letto, in adeguata posa sensuale e ridotti boxer bianchi.

E visto che il design non è il nostro campo, naturalmente, ci guarderemo bene dal dissentire.

Ma la cosa più interessante è stata la chiacchierata con l’ottimo Roger.

L’intervista pone infatti un altro tassello nella mia personale ricerca sul rapporto tra sesso e cioccolato.

Dato l‘interesse specialistico di questa ricerca sociologica, alcuni pezzi sono rimasti fuori dall’intervista su carta per non appesantire un giornale dedito a temi meno accademici.

Ordunque, le puntate precedenti ci avevano lasciato con il dubbio che le due entità fossero in antitesi, almeno nella Weltanschauung femminile.

Patrick Roger, con il caratteristico spirito libertino dei nostri cugini d’oltralpe, porta un valido contributo alla distruzione di questo pregiudizio.

Ascoltiamo le sue dichiarazioni:

Il cioccolato è come un orgasmo: lo mangi per ricavarne piacere. Il cioccolato tira fuori la vera natura di chi lo tratta: il modo di lavorarlo è assolutamente identico al modo di vivere il sesso. Lo vedo dai miei collaboratori. C’è quello che in due minuti ha fatto tutto: sua moglie è avvisata!

Apperò.

A questo punto avrei voluto chiedergli se secondo lui le donne che pensano al cioccolato hanno un controtransfert simbolico.

Purtroppo però il mio tempo era scaduto.

Credits: foto da PatrickRoger.com

[Indagine sociologica] Delle foto di donne che ridono mentre mangiano

Già da tempo, l’avevano notato gli amici di Dissapore: le donne che mangiano insalata hanno la tendenza a ridere da sole.

Sarà la soddisfazione di tener fede ai propositi di dieta?

La consolazione di consumare un pasto non ingrassante?

O forse il pregustarsi un meritato premio per cotanta probitudine?

Chissà. Certo, vederle ridere tutte, ma proprio tutte, ti fa venire il sospetto che loro sappiano sull’insalata scondita qualcosa che tu ignori.

Poi mi è venuto un dubbio. E le foto di donne che mangiano lo yogurt?

Ragazzi, ma è un miracolo! Ridono pure loro.

Perdinci.

Ma sentite questa: le donne che mangiano pizza se la spassano uguale. Ma anche mangiare mele è divertentissimo, e l’anguria è esilarante.

Insomma, se il soggetto di una foto che si appresta a consumere del cibo è una donna, potete scommetterci che l’alimento consumato  sarà sempre fonte di inspiegabile allegria.

Con la sola eccezione dei cibi più o meno fallici (vedi alla voce cioccolato e gelato) che prestano talvolta il fianco ad ammiccamenti gastro-sexy.

Ordunque perché tutto questo spasso?

Forse i loro food stylist mettono sostanze bizzarre sui loro alimenti? O forse perché si imbarazzano a mangiare in pubblico? Oppure perché alle modelle conviene ridere invece che mangiare?

Esatto, se passassero dalla finzione alla realtà, si rovinerebbero non solo il trucco, ma anche lo styling del piatto.

Ed è sempre meglio non far arrabbiare i food stylist.

Credits: foto dalle rispettive ricerche su Google; tutti i link sono dentro il post.

Alex Lucka. Elegante come un collier di aringhe

foto food and beauty, alex luckaAnche qui un food artist mica male.

Alex Lucka, fotografo di moda non scevro di una qual certa ironia.

Date un’occhiata a ‘Food & Beauty’ (série I) nel suo book.

Candide retine di maiale che diventano eleganti stole.

Luccicanti aringhe che creano lussuosi collier.

Rosee fettine di carne che creano chic-issimi cache col ipermoderni.

Opulenti tranci di pesce spada che diventano sontuose collane.

Certo, il tutto è indossato da una modella diafana (e coraggiosa), a cui probabilmente starebbero bene anche le bucce di mela.

Però è vero.

Lucka è arrivato là, dove nessun uomo era mai giunto prima.

Ha reso chic un campionario di alimenti altrimenti ineleganti.

E ora il quesito finale.

Burla, provocazione o sberleffo?

Credits: foto da alexlucka.com

Cosa sono i milioni, quando puoi avere le Scarpe Da Foodie?

Vita da dura, quella del foodie.

Già fare la spesa è un’impresa.

Non bastano le miriadi di specialità che bisogna conoscere. E il Marocca di Casola di qua, e il Biroldo della Garfagnana di là.

Ed è già la stagione del Carciofo Violetto di Sant’Erasmo, del Sedano nero di Trevi o della Pera Cocomerina.

E sarà meglio l’Aglio di Vessalico o quello di Resia o quello Rosso di Nubia?

Adesso ci si mettono pure le scarpe.

Già.

Visto che lo stile è l’espressione della nostra personalità, vogliamo privarci di una fetta così importante come il food?

Con Kobi Levi, peraltro, di stile ce n’è parecchio.

Il brillantissimo designer israeliano non si dedica solo al food, ma quando lo fa (vedi le foto sopra), i risultati sono davvero notevoli.

Anche i modelli di Fulvio Bonavia, se solo esistessero davvero, non sarebbero niente male.

Con le melanzane, per esempio, ci fa delle scarpe chic-issime per tutta la famiglia (vedi foto a fianco).

Del resto il suo A Matter of Taste, per i food designers, è l’equivalente delle Upanishad.

Se siete i soliti originali, invece, vi segnalo le scarpe di pane di Dada Studio.

Fatte di vero pane scavato a mano, non sono granché indossabili né belle.

Ma sono completamente biodegradabili, e se avete 59$ che vi appesantiscono il portafoglio, vi permettono di liberarvene con facilità (foto a fianco).

E non è finita qui.

Se siete alla ricerca di qualcosa ancora più originale ed esclusivo, ci sono sempre le scarpe-scultura di Robert Tabor.

Tutte estremamente incisive e potenti.

Come lo spaghetti stiletto (foto a fianco).

Sono comode?

Sono portabili?

Si abbinano meglio con la gonna o con i pantaloni?

Provatele e fatemi sapere, eh?

Credits: foto provenienti dai rispettivi siti.