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Buonissimi. O forse no. Gli strani dolci di Jasmin Schueller

A prima vista, sembrano dei dolci sontuosi.

Poi uno guarda bene e si accorge che è tutta carne, spesso cruda, a volte sanguinante.

Lavoro spiazzante, Sweet Meat di Jasmine Schuller.

Alla rivelazione della reale natura di ciò che hanno appena bramato, gli amanti della carne cruda aumentano la salivazione.

Quelli che la detestano, invece, si ritrovano con una certa sensazione di fastidio.

Tutti, però, si trovano a fare i conti con una strana vertigine concettuale.

Cosa vuol dirci, la fotografa?

Niente è come sembra?

I dolci fanno male?

La carne cruda è una delizia?

Un bravo fotografo di food riesce a far sembrare appetitose anche le ciabatte di tuo nonno?

Il dibattito è aperto.

Credits: tutte le immagini dal sito dell’autore: JasminSchuller.com

Sembra cibo ma non è, serve a darti l’allegria!

Già da tempo, l’avevano notato gli amici di Dissapore: le donne che mangiano insalata hanno la tendenza a ridere da sole.

Sarà la soddisfazione di tener fede ai propositi di dieta?

La consolazione di consumare un pasto non ingrassante?

O forse il pregustarsi un meritato premio per cotanta probitudine?

Chissà.

Certo, vederle ridere tutte, ma proprio tutte, ti fa venire il sospetto che loro sappiano sull’insalata scondita qualcosa che tu ignori.

Ma tant’è.

Poi di recente, istigata da questo sketch di Sarah Haskins, mi è venuto un dubbio.

E le foto di donne che mangiano lo yogurt?

Ragazzi, ma è un miracolo!

Ridono pure loro.

Perdinci.

Ad un rapido controllo salta fuori che anche le donne che mangiano pizza se la spassano.

E pure con la pasta di ogni foggia il divertimento non manca.

Poi magari anche voi, come me, ignoravate altri fatti fondamentali.

Tipo che mangiare mele è uno spasso.

Che l’anguria è esilarante e che i broccoli rendono tutti felici.

Insomma, se il soggetto di una foto che si appresta a consumere del cibo è una donna, potete scommetterci che l’alimento consumato  sarà sempre fonte di inspiegabile allegria.

Con la sola eccezione dei cibi più o meno fallici (vedi alla voce cioccolato e gelato) che prestano talvolta il fianco ad ammiccamenti gastro-sexy.

Ordunque perché tutto questo spasso?

Che sostanze mettono sugli alimenti questi food stylist sui piatti, da scatenare l’ilarità delle modelle?

O forse state pensando che alle suddette modelle conviene ridere invece che mangiare?

Perché, nell’ordine:

a) non sciupano il piatto

b) non si sciupano il trucco

c) non sciupano la dieta da 12 calorie al giorno

Tze.

Malpensanti.

È ovvio.

Le ragazze ridono perché si imbarazzano a mangiare in pubblico.

Credits: foto dalle rispettive ricerche su Google; tutti i link sono dentro il post.

Food + arte: abbiamo vinto il premio Tau Visual 2009!

|| Left: WRAPPED CHICKEN LEG (food project), 2009 || Right: Edible composition in red and yellow, 2009 ||

|| Left: WRAPPED CHICKEN LEG (food project), 2009 || Right: Edible composition in red and yellow, 2009 ||

Non si tratta di plurale maiestatis.

Anzi, mi metto in mezzo con la mia solita immodestia.

Io ho ideato e realizzato il food, ma è Paolo Nobile, lo straordinario fotografo con cui ho avuto il piacere di realizzare questa jam session foodstylistica, che ha realizzato le foto.

Insomma, com’è come non è, questo servizio fotografico in cui ci siamo divertiti a rifare alcune opere d’arte contemporanea in versione food, si è classificato primo nella sezione Food del Premio della Qualità Creativa in Fotografia Professionale nazionale indetto da Tau Visual.

|| The Physical Impossibility of Cooking Thoughts in the Mind of Someone Living, 2009 ||

|| The Physical Impossibility of Cooking Thoughts in the Mind of Someone Living, 2009||

Cito dal blog di Paolo Nobile:

La soddisfazione è doppia perchè la giuria era composta da professionisti di eccellenza della comunicazione pubblicitaria e editoriale nonché da persone di spicco nel campo della cultura e dell’arte (grazie! a tutti loro). Inoltre il livello dei colleghi e dei lavori rappresentati era certamente elevato.

Appunto.

Con Mondrian (foto 1, dx) e Pollock (foto 3)  stiamo tranquilli e Christo e consorte (foto 1, sx) ci paiono gente a modino.

Speriamo solo che Hirst non se la prenda per lo sbertucciamento, affettuoso, ovviamente, del suo The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living (foto 2).

> Action cream soup, 2009

|| Action cream soup, 2009 ||

Se volete veder meglio tutte le foto, date un’occhiata qui: ne vale la pena!

Credits: all photos by Paolo Nobile; food styling Roberta Deiana

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