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Dall’Alberghiero-Chic al Food Porn. Breve storia del food styling.
| October 13, 2011 | Posted by Roberta under Biblioteca, Kitchen trends |
Dunque ero lì un pomeriggio a scartabellare beata la mia collezione di libri di cucina, quando mi caddero gli occhi su di lui.
Una riedizione del mitico Pelleprat datata anni ’60.
Oh, gaudio! Oh, gioia! Oh, tripudio!
Una pletora di foto meravigliose si stagliano davanti ai miei occhi.
Improponibili, ma meravigliose.
E facilmente databili senza l’ausilio del carbonio 14.
Il loro stile rispecchiava in pieno l’epoca della produzione.
I suoi cliché sul bello.
Non ho resistito.
Ho tracciato una brevissima, ancorchè amena, storia del Food Styling.
Sapete, mi diverto così.
Anni ’60: L’alberghiero-chic.
Chissà cosa avevano negli anni ’60 con gli alberghi.
Nell’immaginario collettivo, rappresentavano l‘epitome dell’eleganza, il non plus ultra dello chic.
Dovendo fare dei piatti sublimi, doveva essere sembrato normale volgersi in quella direzione.
Vassoi sontuosi, piatti algidi e inarrivabili, esecuzioni di grande complessità.
Il bello era pericolosamente vicino alla nevrosi ossessiva (vedi foto sopra).
Anni ’70: Il ritorno a casa.
Gli anni ’70 sono un periodo di transizione.
I piatti lasciano l’albergo di lusso e tornano a casa, senza però riuscire a liberarsi da certe rigidità.
Compaiono comunque ambientazioni più casalinghe e piatti che potremmo avere tutti quanti dentro la credenza.
Ahimoi, l’idea di bello è ancora associata ad una rigida ripetizione di schemi.
Ci sono ancora margini di miglioramento, parrebbe.
Anni ’80: L’Übercasalingo.
Mentre per strada trionfa l’apologia del fast food, sui libri si celebra il casalingo.
Anzi, l’Übercasalingo.
Affinché nessuno dubiti che i piatti sono stati fotografati nel bel mezzo di una vera cucina indaffarata, negli anni ’80 ci si fa un punto d’onore nel mettere tutti, ma proprio tutti, gli ingredienti della ricetta attorno al piatto.
L’aria domestica è indiscutibile (e anche un po’ ansiogena), ma piace così.
E fa breccia nei cuori, evidentemente.
Perchè la sua variante autoctona italiana, il suorgermanesimo, la troviamo ancor oggi in tante pubblicazioni/libri food di largo consumo.
Anni ’90 – L’estetica delle Briciole e la nascita del Food Porn.
La rivoluzione arriva dall’America.
Martha Stewart Living nasce nel 1990.
Non è un giornale qualsiasi: è il Sacro Vangelo della Scuola dell’Estetica delle Briciole, nota anche come dell‘Imperfetto Chic.
Date un’occhiata ai pregevoli esempi qui sotto.
Quelle briciole così naturali attorno alla torta, quella colata di cioccolato così impertinente e sbarazzina sul ciambellone, sono false come una banconota da 15 euro.
Verosimili, ma false.
L’Imperfetto Chic è studiatissimo.
Ed è anche il papà di un simpatico fenomeno degli ultimi decenni: il food porn.
Quelle imperfezioni, la briciola, la colata di salsa, sono tanto belline, sì, ma non solo.
Sono anche la supposta prova dell’autenticità di quel cibo.
E quindi della loro desiderabilità.
“Hey, sono del vero cibo succulento. E sono qui solo per te!”
Tutto questo con lo scopo di stimolare le reazioni fisiologiche tipiche della razza umana davanti al cibo.
L’acquolina in bocca.
L’istinto di allungare la mano per tirar su quella goccia di salsa o quella briciola che, hey!, vuole proprio te.
Insomma tutto, fuorchè lasciarvi indifferenti.
Di questo abbiamo chiacchierato al Vintage festival e alla Blogfest appena trascorsa.
Ma la coraggiosa ricerca su questo tema scabroso non finisce qui.
Alla prossima puntata.
Credits: la foto anni ’60 è da H. P. Pelleprat, L’arte della cucina, 1964, Editions Rene Kramer, quella anni ’80 da Ricettario italiano, Demetra ,il finto anni ’70 da DailyMail.co.uk; i dettagli foto da MarthaStewart.com (questa e questa);
Sexy come un pollo
| October 7, 2011 | Posted by Roberta under Food Styling Heroes |
Il mio nuovo eroe è Tony Cenicola.
Codesto fotografo di food newyorkese ha fatto diversi lavori meravigliosi.
Ma soprattutto è riuscito nell’incredibile impresa di rendere un pollo crudo non solo fotogenico, che già di per sé è il passo precedente al miracolo, ma lo fa sembrare addirittura sexy.
Ohibò.
La foto, detta anche del pollo pin-up, ha già destato il suo bel clamore in rete.
Ma Tony aveva già fatto parlare di sé con il fantastico video su come fare la foto ad una torta che esplode.
Purtroppo parrebbe non avere un sito web.
Ma son cose che capitano, credo, quando uno è occupato a lavorare full time per New York Times.
Credits: foto di Tony Cenicola dal sito del New York Times
Il fritto è sexy. Ora lo sapete.
| May 2, 2010 | Posted by Roberta Deiana under Kitchen trends |
Ecco, tutti sempre lì a dire che il fritto è cheap, che fa anni ’80, che non è fine.
Meno male che ci ha pensato la Heinz a rinfrescare la sua allure con la campagna per il suo Hot Ketchup.
Dalle pochissime notizie recuperate in rete, sembra però che dopo il lancio sia stata censurata.
Il solito complotto.
Io non lo so cosa ha la gente contro Photoshop.
Credits: photo from Flepi.net
Gradisce un pezzo di cornicione?
| April 7, 2010 | Posted by Roberta Deiana under Food Artists, Food Styling Heroes |
Lo so cosa vi state chiedendo.
La signorina che addenta goduriosamente un pezzo di edificio vittoriano è troppo carina per essere un mostro.
Un’altra trovata di quei buontemponi della Pixar?
No, molto meglio.
Si tratta infatti della più grande riproduzione edibile di un quartiere mai realizzata, delle dimensioni di circa 1,5 metri per lato.
La monumentale opera, che ricostruisce l’intero quartiere della West End londinese è stata realizzata dalla strordinaria cake designer Michelle Wibowo.

L’occasione era peraltro il 1.415 compleanno dell’ameno quartierino, esattamente un anno fa a quest’ora.
Il dolce, accuratamente diviso in 1.415 fettine (giusto per rimarcare il concetto) è stato distribuito a negozianti e clienti.
Si ignora se sia stata data la possibilità di scegliere il pezzo preferito.
Già me lo vedo: cornicione o tetto? O forse il signore gradisce un pezzetto di bus?
Quelli che le 99 colombe
| April 6, 2010 | Posted by Roberta Deiana under Buono a sapersi |
Una colomba che si trasforma in casa.
Superpoteri?
No, miei cari lettori, magia.
Ne sanno qualcosa le 99 colombe, (anche su facebook) la cordata di food blogger che ha spontaneamente “adottato” le Sorelle Nurzia, la storica azienda dolciaria abruzzese, messa in crisi dal terremoto, esattamente un anno fa.
Risultato? Grande aumento di ordini, visibilità, lavoratori richiamati.
Lavoro dove è fondamentale sapere che la vita continua.
E sì, colombe che cambiano qualcosa per qualcuno.
Che metaforicamente diventano casa.
Questo post è qui per ricordarcelo.
E per augurarsi che queste casettine si moltiplichino all’infinito.
Credits: casetta realizzata da me interamente con la meravigliosa colomba delle Sorelle Nurzia. Un grazie di cuore a Laetitia Farellacci per l’amicizia e la disponibilità con si è prestata a scattare la foto.
Ladies and gentlemen, la regola del 3
| March 3, 2010 | Posted by Roberta Deiana under Portfolio |
Eccolo qui.
Il primo servizio di food quasi concettuale è servito!
Come già accennato, è basato su un giochino: la regola del 3, è il vincolo di 3 soli ingredienti, esclusi sale e acqua, con cui realizzare ciascuna delle 10 ricette del servizio.
Ma questa, detto fra noi, è una bazzecola in confronto a realizzare lo styling del cibo con i medesimi 3-ingredienti-3.
Ricordo che la fotografa è l’ormai mitica Laetitia Farellacci e anche la stylist non scherza: è l’altrettanto mitica stylist Marta Mariani.
Ricette, food styling e soprattutto le meravigliose scansioni sono mie.

Food styling creativo: bandiere
| November 17, 2009 | Posted by Roberta Deiana under Food Styling Heroes |


Bandiere luccicanti fatte di olive kalamata e feta spolverata di origano.
Profumate di lime, ananas e passion fruit.
O di Roquefort e Camambert, accompagnate da un grappolo d’uva matura.
No, non è il paradiso.
È l’abile trovata della campagna stampa del Food Festival di Sydney 2009.
L’idea è deliziosa e il food styling, peraltro, è veramente notevole.
Tutte le bandiere sono degli gran bei lavori e meritano di essere ammirate e concupite con calma.
Infatti le trovate tutte quante (circa una decina) qui.


Vi avevo già dato una piccola 

Prendo spunto dalla





