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Era ora che qualcuno ci pensasse: il cibo inciso al laser

Chissà che sofferenza i designer.

Tutta la vita a mangiare cibi senza stile, in cui il massimo del pattern sono i rombi del cono gelato o le righe sbrucciacchiate testimoni di una permanenza sul barbecue.

Ma adesso basta!

Anche il cibo si merita un po’ di design.

L‘arma segreta?

Il laser.

Guardate cosa han fatto al bacon quelli di Repper (foto n°1) con un incisore laser e il loro programma di grafica.

Anche Emily Berezin – mleak su Flickr, giovane artista americana, ha notevolmente migliorato l’estetica di alcune fette di pseudomortadella (chicken & pork Bologna!) e di pane bianco.

Sulle prime (foto n°2) ha inciso, sempre al laser, graziose immagini di polli e maiali.

Gli animali da cui apparentemente proverrebbe il preparato.

Sulle seconde (foto n°3), varie immagini di potenziale companatico.

Sì, sempre al laser.

Che, oltre a rendere le fette graficamente interessanti, ha pure il vantaggio di non aggiungere calorie.

Per i più esigenti c’è anche il matza (foto a fianco), il pane ebraico senza lievito, inciso al laser con riproduzione di Spock.

La tavoletta di cioccolato incisa con logo personalizzato.

E persino il video per scoprire come incidere Packman sui cracker.

Meraviglioso.

Non vedo l’ora di mangiarmi una bella fetta di speck griffato Louis Vuitton.

Credits: foto da repper.com, neatorama.com e craftzine.com

Il Food al tempo del Salone (edition 2011)

Sollevamento cataloghi e riviste omaggio.

Marcia competitiva su marciapiedi stretti.

Tattica ninja al bancone del buffet.

Lettura di mappe incomprensibili.

Il salone è uno sport, a metà strada tra il triathlon e l’orienteering.

Ciononostante, anche quest’anno eravamo ai nostri posti di combattimento, pronti a perlustrare nuove declinazioni del food.

Quest’anno, pochi ma buoni.

Niente frisson proibiti, ma alcune belle conoscenze.

Il geniale progetto di Coloribo, il cibo multisensoriale di Bice Perrini, per esempio, che sicuramente  che conto sicuramente di conoscere meglio.

Ma anche il brillante Archichef Pasquale Pontillo, direttamente da Amsterdam, con cui ho avuto il piacere di chiacchierare delle ultime frontiere del food design.

E infine un evento decisamente interessante, per chi ha il vizio del food design come la sottoscritta.

Food for Future: due buoni incontri, per così dire.

Prima la presentazione del lavoro di Diane Bisson e del suo edible project.

La Bisson, antropologa e food designer dell’Università del Design di Montreàl, ricerca sul tema dei contenitori per cibo edibili, anzi meglio: parte della ricetta.

Nello specifico, l’impegno è per produrre qualcosa che contenga il cibo “ma non sappia di cartone” (cit.), con l’idea di ridurre spechi e inquinamento.

Poi un ottimo aperitivo food design, ideato da Peter Brumel, noto chef trentino presente anche ad Identità Golose 2011.

Va detto che, come d’uopo,  la folla era oceanica e affamata.

Nonostante ciò, le ricercate composizioni dello chef (che prevedevano tra l’altro, frutti antichi, radici ed erbe amare e pesce di lago), parrebbe che siano state capite dalla maggioranza, anche se prevedevano qualche operazione in più che non il semplice agguantare e ingurgitare.

Complimenti a Fooda che ha organizzato e gestito splendidamente il tutto.

Attendiamo con entusiasmo la prossima puntata.

Credits: immagine da Tokyo Mango

Più pane creativo per tutti!

pane a forma di pandaTutto è cominciato dalla segnalazione di un’amica (ciao Su!).

La pagnotta a forma di panda (qui ricetta e spiegazioni) mi ha aperto un mondo.

Quello del pane creativo.

Già.

Il pane, così bianco e uguale a se stesso da secoli, ha davanti un futuro giovane e alla moda.

Il vostro pane in cassetta può diventare trendy e creativo, sappiatelo!

Date un’occhiata al pane pop di Doodlebread.

pane bandiera USAStelline, cuori, simboli e persino la bandiera dell’America.

E non solo.

Sul sito ci sono video, consigli e diversi strumenti per creare il proprio laborario di pane fashion.pane con stella

Se poi vi la natura multiforme e variegata del pane vi ha irremediabilmente conquistato, vi segnalo anche The Bread Art Project, un curioso progetto benefico dell’associazione Go with The Grain.

L’idea è di realizzare delle opere d’arte con il pane, grazie agli strumenti a disposizione sul sito.

Lo scopo è di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che anche in America ci sono bambini che soffrono la fame.

Per ogni opera d’arte a base di pane realizzata, verrà donato 1 dollaro alla fondazione Share Our Strength, impegnata in questo campo.pane a forma di cuorepane con simbolo arancia

Mai sottovalutare il pane.

Lo dai per scontato e trova sempre il modo di sorprenderti.

Credits: foto da perfect pandas.com e doodlebread.com

Il lato fashion della fettina

300Eh sì, Lady Gaga ha fatto scuola.

Dopo aver scioccato l’intera platea del VMA con il suo celeberrimo abito di carne, ha anche ispirato dei brillanti designer.

I signori di Onch Movement.

Che si sono inventati la collezione Meat-cessory.

Ispirata a Lady Gaga, ma meno risqué.

Abbiamo quindi la Meat-lace, la collana di carne finta con catenella dorata.tshirt

Che, va detto, fa la sua porca figura.

Ma possiamo forse tralasciare  l’imperdibile Meat-shirt, la maglietta iperrealista che fa tanto arte concettuale?

E che dire dell’ineffabile polsiera Meat-cuff?

Di quel tocco selvaggio-cosmopolita-anticonformista, specie se accostato polsieraad una severissima, impeccabile camicia oxford?

Della sua grazia così ruvida e scostante?

Già, che dire?

Ma anche no, per esempio.

Credits: foto da OnchMovement.com

Packaging chic per frutti trendy.

medicine-packaging-with-tabSì, la frutta è buona ma manca di quel non so che di trendy.

Prendiamo i mirtilli.

Il colore è attualissimo e chic.

Ma ciò non basta a renderli emozionanti, a creare una customer experience che incontri i gusti del pubblico.

A riparare a questo inconveniente ci ha pensato Daizi Zheng, brillante designer cinese già noto per l’ineffabile cellulare a cocacola.

Secondo Daizi, la questione è semplice.

Ripensare il packaging di frutta e verdura, magari ispirandosi al fast food, alle medicine o alle sigarette potrebbe aiutare la gente a sentire le verdure più familiari e a consumarne di più.

Daizi-ZheOltre ai mirtilli in blister da medicinali (sopra), Daizi ha pensato anche al sedano servito come le chips di un fast food e alle carote servite come sigarette (al lato).

Idea notevole.

Non ho ancora deciso se la trovo più geniale o più inquietante.

Credits: foto da DeZeen.com

La grande muraglia cinese di cioccolato. Già.

muraglia cinese di cioccolatoNon, no è il sogno di un choholic a dieta.

Esiste, o meglio è esistita veramente, sino a quando 5000 fortunati non sono stati sorteggiati per farsela fuori.

Impresa non da poco, peraltro.

La dolce copia della muraglia, lunga 10 metri e costituita con circa 80 tonnellate di cioccolato, era accompagnata da 560 copie delle stautue del famoso ‘esercito di terracotta.

L’occasione era l’inaugurazione del World Chocolate Wonderland Theme Park di Pechino, un’esposizione di oltre 20,000 metri quadri con riproduzioni di macchine, moto, cascate, quadri, vasellame, accessori, scarpe e persino abiti.

Se volete saperne di più, ecco il video dell BBC.

Pare che il cioccolato in China sia ancora poco conosciuto.

Beh, pare che qualcuno si stia mettendo d’impegno perdiffondere il vizio.

Eroici.

Credits: foto da Designboo.com

Un tè nel design

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Stanchi di quelle bustine di tè tristi e sempre uguale a se stesse?

Bene, allora segnativi questo nome:  Soon Mo Kang.

Non è una miscela di tè, ma un promettente designer coreano che ha ideato le bustine di tè più chic in circolazione.

Per ora non sono ancora in produzione, ma auspico che Armani, Valentino e soprattutto Versace ci mettano le mani sopra.

Finalmente si potrà avere una bustina di tè intonata al proprio stile, o almeno allo smalto delle proprie unghie.

Eppoi vuoi mettere la sopresa degli ospiti?

Ho solo un po’ di timore per quelle vintage.

Credits: photos from Yankodesign

Mai provato il sushi Obama?

kawasumi_sushi

Il signor Ken Kawasumi è dotato di un talento davvero notevole.

Sa fare il sushi in qualsiasi forma.

La sua ultima creazione è il sushi Obama, cuore della deliziosa composizione lievemente filoamericana che è in fondo alla pagina.

Kawasumi peraltro non è esattamente l’ultimo arrivato.

Fa sushi dall’età di 16 anni e ha girato da poco la boa di 33 anni di carriera.

È notissimo per i suoi  kazari maki-sushi, ovvero i sushi decorati.

Ma è anche proprietario di un popolarissimo ristorante a Tokyo (dal nome un po’ meno creativo dei suoi sushi, ovvero Kawasumi) ed è anche il presidente della prestigiosa Tokyo Sushi Academy.

Insomma, è uno che se intende.

Se avete ancora dubbi, date un’occhiata ai su Amazon.

E ora scusate, ma ho giusto 3 libri da aggiungere alla mia wishlist.

Credits: photos from Weird asian News

Una fettina di Mies Van der Rohe?

chocolate-couch Nel Novembre dello scorso anno, al Rockefeller Center di New York si è svolto un cake party un po’ particolare.

Sotto l’egida di Kreemart, American Patrons of Tate e la galleria di arte contemporanea Haunch of Venison, gli astanti sono stati rifocillati con dolci creati da alcuni notissimi artisti contemporanei del calibro di Marina Abramovich e Mickalene Thomas.

Quello più stupefacente però è stato quello di Leandro Erlich.

Quello della foto.

chocolate-couch2

Sì, una replica perfetta della celeberrima sedia Barcellona di Mies Van der Rohe.

Insomma quella cosa marrone che ricopre la celeberrima sedia non è pelle, bensì una lussuriosa copertura di cioccolato.

E sì, sotto c’è un dolce.

L’idea dell’artista argentino è stata peralto eseguita magistralmente da Guido Mogni del Sant Ambroeus di New York.

Fenomenale.

Questa entra di diritto nei Food Styling Heroes.

chocolate-couch3 Credits: photos from Apartment Theraphy

Lesson #248 – Come si gioca col cibo (by Freymann & Elffers)

Freymann-ElfferConfesserò l’annoso dilemma che lacera il mio animo.

Sì, insomma, più o meno.

Nonostante l’ammirazione per questi signori, non mi sento di parlare di food styling in senso stretto.

E anche food design mi pare un po’ troppo.

La verità forse è un’altra.

La premiata ditta Freymann & Elffer si merita una categoria tutta per sé.

La questione è quale.

Food humour? Food divertissement? Humour food design? Food style with humour?

Mmmmh.

Freymann-Elffer2Secondo Barnes & Nobles, Saxton Freymann è il food artist del duo, oltre che un affermato fotografo e scrittore, mentre Joost Elffers è il creative producer.

Play with Food, il loro primo libro è stato pubblicato nel 1996.

Da allora, si sono susseguiti diversi libri sullo stesso tema che hanno venduto complessivamente oltre un milione di copie.

Mica male.

Quasi quasi li metto nei food artists.

Credits: photo by Freymann/Elffers @ Nouvelles Images

Un genio chiamato Guixè

Sponsored_Food_CKMarti Guixè, tecnicamente, sarebbe un designer che non disdegna incursioni nel food.

E anche un genio.

Sono sue alcune delle intuizioni più provocatorie e stimolanti della giovane vita del food design.

Qui nella foto la tortilla griffata, parte di un suo progetto sul cibo sponsorizzato per la  SPAMT Galeria H2O, Barcelona nel 1997.

Ma il suo portfolio rivela numerose chicche una più gustosa dell’altra.

E non perché parliamo di food.

Il buon Guixè, si è inventato una serie di (ri)utilizzi del food davvero notevoli: dallo snack tridimensionale, al leccaleccca che sta in piedi da solo, dal biscotto pretagliato, alle tecnotapas, passando per le patate geometriche ed i piselli serigrafati.

Se volete rifarvi gli occhi, date un’occhiata al suo sito di design e a quello dedicato specificatamente al food design.

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