Torino, Firenze, Milano: nuove presentazioni di Food Styling!

Posted on

Evviva!

Tra poco comincia un altro piccolo giretto di presentazione di Food Styling.

In ordine cronologico:

Torino

[23 gennaio, h 19] @ il Circolo dei Lettori, via Bogino 9. Con la partecipazione di Bob Noto e Francesca Martinengo.

Parleremo di food, foto & co. L’attrice Silvia Lessona leggerà alcuni brani da Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno.

Milano

[26 gennaio h 16] @ biblioteca Sant’Ambrogio,  via S. Paolino, 18, per la rassegna “Raccontar di gusto … in biblioteca”. Coordina Olga Orlandi di Radio Blah Blah.

Parleremo della mia professione e del libro omonimo. L’attore Martino Montalenti leggerà alcuni brani da Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno.

Firenze

[28 gennaio, h 18] @ libreria IBS, via de’ Cerretani 16/R. Con la partecipazione di Omar Rashid.

Parleremo di design  vs. food design.

Vi aspetto!



Più fortuna nel 2013? Attenti al cenone!

Posted on

Quand’ero bambina, durante il cenone, non aveva importanza quanto avessi mangiato.

Mia mamma mi esortava immancabilmente a mangiare un bel piattone di lenticchie.

“Tante lenticchie, tante monete”, ripeteva seria.

Io non ci credevo molto, ma nel dubbio le mangiavo, sospettando in cuor mio un trucco per far mangiare più legumi ai bambini.

Mi sbagliavo.

Il mondo è pieno di cibi benauguranti che si consumano il 31 dicembre nella convinzione, o speranza, che portino fortuna.

Ci sono i cibi che ricordano la forma delle monete, come le nostre lenticchie e i fagioli con l’occhio in America.

Quelli che ricordano pietre e  preziosi, come le melagrane in Turchia o il pesce, consumato in Germania, Polonia e Scandinavia, le cui scaglie assomigliano ai dei pezzi d’argento, speciamente dopo una bella bevuta.

Quelli che sono verdi come le banconote, come il cavolo, che è considerato un’alimento di buon auspicio in Germania, Irlanda e nel sud degli Stati Uniti (anche se olezza, al contrario della pecunia).

Quasi tutte le tradizioni insomma ruotano attorno alla ricchezza.

Persino il maiale che mangiamo distrattamente sotto forma temibili cotechini, dovrebbe servire a portarci abbondanza.

Specie se cucinato un po’ meglio, aggiungerei.

Allo stesso scopo son stati pensati tutti i dolci con la moneta dentro: il fortunato che la trova senza danneggiarsi la dentatura o l’apparato digerente, in Grecia, in Uk e in Messico parebbe destinato ad unn’ottima annata. Di certo comicia risparmindosi le cure dentistiche, quindi mica male.

Ma le mie tradizioni preferite sono quella giapponese e quella spagnola.

In Giappone a mezzanotte si mangiano dei soba lunghi, simbolo di una lunga vita, avendo l’accortezza di masticarli solo quando sono tutti dentro la bocca. Chissà che spasso se sono caldissimi.

Simpatica anche la tradizione spagnola di mangiare 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte: ogni acino corrisponde alle previsioni per il corrispondente mese, se è aspro sarà un mese difficile, se è dolce sarà un bel mese, se è granuloso e con delle fibre trasversali sarà un mese granuloso con delle fibre trasversali, e così via.

Divertente anche perché pare che sia una tradizione nata all’inizio del secolo scorso per aumentare le vendite d’uva in un annata di sovraproduzione.

Vabbè, io vi ho avvisato.

Dopodomani aringhe con melagrana e maiale in salsa di cavoli e lenticchie per tutti!

Ma sopratutto, un mucchio di auguri per un felicissimo anno nuovo!

Credits: foto e notizia sui soba (che non ho verificato altrove) da ABC News radio


Cioccolato al pecorino, anyone?

Posted on

Non solo è tutto vero, è anche molto buono, pare.

È uno dei cioccolatini di Sperandri, già chocolatier di fiducia dello chef stellato Roberto Petza.

Per lui, infatti, ha creato il cioccolatino al pecorino, di media stagionatura e corretto con miele di corbezzolo, oltre a quelli all’albicocca, allo zenzero candito e al pepe rosa.

In più ha tutta una collezione di cioccolati ispirati alle specialità sarde.

Cioccolatini più classici, al mirto, allo zafferano, all’acquavite.

Cioccolatini più creativi, alla pompia, un raro agrume sardo presidio Slow food, e alla bottarga.

Oltre alle quattro recentissime creazioni per il Siddi Wine Festival: i cioccolatini alla malvasia, al passito di vermentino, al cannonau e alla vernaccia.

Ma perché vi racconto tutto questo?

Facile: in compagnia di questo magnifico cioccolato martedì 18 dicembre dalle h 20 alle 21 presenterò il libro Cioccolato Passione Italiana a Cagliari.

La serata prevede una cena interamente a base di cioccolato è organizzata dal Ristorante 51, in via Santa Croce 51.

A fare gli onori di casa la giornalista Francesca Figus.

Io vi racconterò un po’ di curiosità sulla bizzarra storia del cioccolato.

E poi, beh, che vi devo dire? Mi toccherà assaggiarli tutti.

Ma lo faccio solo per lavoro, eh?

Credits: assortimento di cioccolatini belgi da burnssweetshop.co.uk/


Prove tecniche di cucina burlesque

Posted on

Evviva!

Questa domenica sono su un progetto bellissimo.

In combutta con gli amici di FrouFrou  & Living 24,  organizzo in quel di Treviso una cena con food styling burlesque.

Sì, la mia idea è di portare il burlesque anche dentro al piatto, non solo fuori.

Uno spettacolo da mangiare non solo con gli occhi, insomma.

Come? Dove? Quando? Perché?

Le so.

Domenica 9 dicembre h. 20.30 @ Living 24, Viale Fratelli Bandiera 24 a Treviso.

Il perché invece è sempre il solito.

Come diceva Darwin: Adoro gli esperimenti folli. Ne faccio in continuazione.

Credits: locandina di un evento burlesque finlandese da Diamond Stash


12/12/12: arriva il corso di Food styling e presentazione del piatto

Posted on

Ho sempre desiderato fare qualcosa di veramente figo in una di queste date che vengono tipo una volta per millennio.

Ora, grazie agli amici di Congusto sto per esaudire il mio desiderio.

Cosa fate il 12 dicembre 2012?

Io terrò un corso bellissimo.

Di tecniche di food styling e decorazione del piatto.

Quelli di cui parlo nel mio libro Food Styling. Trucchi e segreti per creare piatti straordinari ogni giorno e qualcosina in più.

Non si tratterà tanto di trucchi per il set quanto tecniche efficaci che funzionano nella vita di tutti i giorni.

Poi naturalmente, se avete domande, dubbi, curiosità anche sui barbatrucchi da set io sono a vostra disposizione.

Beh, che dire: vi aspetto!

Non sarà la fine del mondo, ma contiamo di divertirci molto lo stesso.

Tutte le info sul corso qui e qui o telefonando al 02-63471982.

Credits: foto dal succitato libro Food Styling scattata da Claudia Castaldi.


Di cosa parliamo quando parliamo di cibo? Riflessioni post presentazioni.

Posted on

Et voilà!

Sono di ritorno dal primo giro di presentazioni di Food Styling

Visto che amo la contaminazione (in senso buono), ne ho approfittato per mescolarmi ad interlocutori molto diversi.

Dalla storica Emanuela Scarpellini, a Milano (foto n°2), all’etno-antropologa Alessandra Guigoni a Cagliari.

Dall’esperto di analisi sensoriale Davide Oltolini e la guru della cucina a impatto zero,  Lisa Casali (foto n°3), ancora a Milano, all’esperta di cucina e volto del Gambero rosso Channel, Francesca Barberini a Roma (foto n°1).

Tutti gli incontri sono stati piacevolissimi ed estremamente interessanti.

Il pubblico, attento e curioso.

Città e interlocutori differenti, dicevo, però temi ricorrenti.

Tra una dimostrazione di strumenti e una composizione vegetale, abbiamo parlato delle mie frivole occupazioni, ma anche di cose più serie.

Soprattutto grazie ai miei ospiti.

È tornato più volte il tema del consumo consapevole, in varie declinazioni.

Dal futuro dell’alimentazione, all’asse malnutrizione-sovrappeso, sino alle scelte etiche che influiscono al momento dell’acquisto.

Alla fine siamo sempre giunti alla medesima conclusione.

La consapevolezza è la chiave di volta di tutto.

La consapevolezza nutrizionale, cioé la capacità di dare al nostro corpo quello che gli serve quando gli serve.

La consapevolezza emotiva, cioé la presa di coscienza che a volte mangiamo per ragioni che non sono legate allo stomaco, che ci stanno, ma vanno tenute d’occhio se si ama un confort food non propriamente salutare.

La consapevolezza sensoriale, cioé la capacità di gustare, di assaporare, ma anche semplicemente il prendersi il tempo di godere di ciò che si ha nel piatto.

Last but not least, la consapevolezza etica, cioé la conoscenza dei principi e delle scelte delle aziende da cui ci serviamo, e se ci rispecchiamo.

Le aziende di per se non sono né buone né cattive.

Sono semplicemente delle strutture produttive create da persone che hanno investito dei capitali, strutture che generano lavoro e indotto, e quindi benessere, ma anche che interagiscono con l’ambiente modificandolo, il tutto secondo una policy precisa.

Possono essere, o meno, in sintonia con la nostra visione del mondo, sia che si tratti di piccole aziende o grosse multinazionali.

Quali sono dunque i valori che vogliamo vedere nel nostro mondo?

Ecco, dappertutto ci siamo detti questo: ricordiamocene al momento di fare la spesa.

Visto?

Una settimana con persone intelligenti e già comincio a parlare di cose serie.

Ma adesso la smetto, tranquilli!

Riprenderò il tour a gennaio, ché durante le feste la gente ha cose più importanti a cui pensare.

Info sulle prossime date a breve.

Nel frattempo un ringraziamento di cuore a tutti i correlatori con cui ho avuto il piacere di dialogare e a tutti coloro che sono passati a trovarmi, tra cui alcune stupenderime blogger: Elena, Alice, Rossella, Marie, Agnese, Sabrina,

Grazie!

Credits: grazie ad Agnese per la foto n°1, a Sabrina per la n°2, ad Elisa per la n°3.


Le straordinarie similitudini tra il cioccolato e Matthew McConaughey

Posted on

Ognuno ha i suoi vizi.

Io per esempio impazzisco per la cucina storica.

Mi appassiona studiare come è cambiata l’alimentazione, gli ingredienti, i modi di consumare gli alimenti, le ricette.

Sì perché la cucina è tutto fuorché statica: a ben vedere riflette fedelmente le vicessitudini storico-politiche di un luogo, conquistatori, invasioni, scambi commerciali, unioni matrimoniali di casati diversi.

Eh, ve l’ho detto.

È un vizio.

Per questo, da subito ho voluto dare un taglio storico a questo libro sul cioccolato.

Sono andata a vedere, nell’ultimo secolo, quali sono stati le ricette al cioccolato più amate, o di moda, decennio per decennio.

E ho trovato cose interessantissime.

  • Perché l’Artusi teneva in dispregio il cioccolato?
  • Quando sono nate le tagliatelle al cacao?
  • Quando torna di moda la mousse al cioccolato?
  • E la lepre in dolce e forte?
  • E come ha fatto il soufflé gelato a diventare chic?

Il libro svela queste e tante altre curiosità, ed è corredato dalle splendide foto di Silvia Luppi.

Ce n’era bisogno?

Secondo me sì.

Perché il cioccolato è un po’ come William Holden negli anni ’50 o Matthew Mc Conaughey oggi.

Star circondate da una folla di sarti che paiono perennemente a corto di stoffa per avvolgerne i poderosi pettorali, star tuttavia orfane di qualcuno che si occupi della loro personalità.

Il cioccolato, allo stesso modo, paga il tributo alla disattenzione da acquolina, allo stordimento generato dal suo avvolgente profumo, e pochi si fermano a pensare a tutto quello che c’è dietro e prima del cioccolatino che stanno per scartare.

Questo libro vuole colmare questo vuoto in modo gustoso.

La presentazione:

Sarà a Milano sabato 17 novembre alle ore 16.30 durante Milano Book City, nella sala napoleonica di palazzo Serbelloni (corso Venezia 16) assieme al bellissimo A tavola! Storia sociale della cucina italiana di Emanuela Scarpellini, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano.

Più cucina storica e cioccolato per tutti!

Cioccolato passione italiana. 100 anni di storie e ricette, 192 pagine, Giunti Editore, € 14,90


Presentazioni: Food Styling in giro per l’Italia

Posted on

Il giovane tomo ed io siamo pronti.

Tra poco cominciamo con le presentazioni.

Vi sveleremo qualche piccolo segreto per cominciare da subito a guardare i piatti in modo diverso.

Inoltre durante la presentazione ci sarà un piccolo workshop introduttivo, sulle regole base del food styling e della presentazione d’effetto.

Pronti?

Bene.

Ecco il programma:

VERONA – 15 novembre, h. 18
@ La Feltrinelli Libri e Musica, via Quattro Spade 2
Interviene Georgia Passuello, giornalista.

CAGLIARI – 19 novembre, h 19.30:
@ Piazza Repubblica Libri, Corso Vittorio Emanuele 370
Con Alessandra Guigoni, antropologa dell’alimentazione.

NUORO 20 – novembre, h. 18.30
@ Mondadori Caffé letterario Atene Sarda, via Tola 11
Ospite da confermare.

MILANO – 22 novembre h 19
@ Bistrot del tempo ritrovato, Via Vincenzo Foppa, 4
Intervengono Lisa Casali e Davide Oltolini, con cui parleremo dell’apparente opposizione tra forma e sostanza.

ROMA – 26 novembre, h 18
Libreria Settembrini, Piazza Martiri di Belfiore, 12
Interviene Francesca Barberini.

More news coming soon!

A presto!


Montalban, la bibliopsomania ed io

Posted on

È giunta l’ora che confessi.

Sono affetta da grave bibliopsomania.

Sì, ho chiamato così la compulsione a leggere qualsiasi libro parli di cibo.

A causa di questo bizzaro disturbo ossessivo-compulsivo ho letto libri davvero imbarazzanti, segreti irripetibili che resteranno tra me e la mia pagina Anobii.

Non è grave, solo non ho ancora trovato il modo di curarlo.

Per fortuna, ogni tanto nel mucchio dei libretti ci scappa anche un po’ di letteratura.

Come Manuel Vàzquez Montalban.

Non solo ha creato il celeberrimo investigatore gourmet, Pepe Carvalho, protagonista di oltre una ventina di gialli.

Costui ha anche ispirato Montalbano nostro, che il buon Camilleri chiamò così proprio in suo omaggio.

Figuratevi la contentezza quando mi hanno chiesto di curare il food styling del libro Cucina Spagnola, firmato da lui pirsonalmente di pirsona.

Montalban, non Montalbano.

Doppia perché ho avuto il piacere di scattare con Alessando Guerani, pictor egregius e amante della lettere.

Il libro riunisce in un colpo solo tutto il suo know how gastronomico e parecchi estratti dai suoi libri.

È stato molto interessante raccontare la cucina del maestro.

E soprattutto ho smesso con la chick lit per qualche settimana.