Cosa sono i milioni, quando puoi avere le Scarpe Da Foodie?

Vita da dura, quella del foodie.

Già fare la spesa è un’impresa.

Non bastano le miriadi di specialità che bisogna conoscere. E il Marocca di Casola di qua, e il Biroldo della Garfagnana di là.

Ed è già la stagione del Carciofo Violetto di Sant’Erasmo, del Sedano nero di Trevi o della Pera Cocomerina.

E sarà meglio l’Aglio di Vessalico o quello di Resia o quello Rosso di Nubia?

Adesso ci si mettono pure le scarpe.

Già.

Visto che lo stile è l’espressione della nostra personalità, vogliamo privarci di una fetta così importante come il food?

Con Kobi Levi, peraltro, di stile ce n’è parecchio.

Il brillantissimo designer israeliano non si dedica solo al food, ma quando lo fa (vedi le foto sopra), i risultati sono davvero notevoli.

Anche i modelli di Fulvio Bonavia, se solo esistessero davvero, non sarebbero niente male.

Con le melanzane, per esempio, ci fa delle scarpe chic-issime per tutta la famiglia (vedi foto a fianco).

Del resto il suo A Matter of Taste, per i food designers, è l’equivalente delle Upanishad.

Se siete i soliti originali, invece, vi segnalo le scarpe di pane di Dada Studio.

Fatte di vero pane scavato a mano, non sono granché indossabili né belle.

Ma sono completamente biodegradabili, e se avete 59$ che vi appesantiscono il portafoglio, vi permettono di liberarvene con facilità (foto a fianco).

E non è finita qui.

Se siete alla ricerca di qualcosa ancora più originale ed esclusivo, ci sono sempre le scarpe-scultura di Robert Tabor.

Tutte estremamente incisive e potenti.

Come lo spaghetti stiletto (foto a fianco).

Sono comode?

Sono portabili?

Si abbinano meglio con la gonna o con i pantaloni?

Provatele e fatemi sapere, eh?

Credits: foto provenienti dai rispettivi siti.

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