Sfide tra cuochi & umorismo italico

Premetto che non ho niente contro le mucche, le uova fritte giganti e nemmeno contro le canzoncine per bambini, a parte il fatto di aver passato da un pezzo i 10 anni e aver perso l’entusiasmo per tutte queste simpatiche piacevolezze.

È solo che, per miei limiti personali, ho da subito faticato a intravvedere la connessione tra la cucina e la suddetta combriccola che imperversa nella nota trasmismissione a tema gastronomico dal titolo “La prova del cuoco”.

Ordunque, è davvero questo il destino della cucina in televisione, mi chiedevo? E’ pur vero che sono una ragazza di scarsa immaginazione, ma ci doveva essere qualcosa sotto.

Infatti.

Indagando ho poi scoperto che, in  quella culla del vizio che è la perfida Albione, da più di un decennio trasmettono su BBC 2 la versione originale dello stesso format con il titolo di Ready, Steady, Cook.

Con la classica mancanza di fantasia che caretterizza il popolo inglese, la secondaria gara tra i due cuochi non è allietata da nessun animaletto, nessuna nonna e, in piena conformità con la loro nomea di popolo triste, nemmeno da una canzoncina piccola piccola.

Roba da matti!, come direbbe Mike.

In quella trasmissione si parla di cucina in modo veloce, asciutto, moderno.

Insomma, più o meno lo stesso che da noi, ma senza l’ineffabile simpatia italica.

Ecco spiegato tutto: anni e anni di frequentazioni anglofone mi hanno privato del mio sense of humor residuo.

Si sa, è un mio limite.

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