Di cosa parliamo quando parliamo di cibo? Riflessioni post presentazioni.

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Et voilà!

Sono di ritorno dal primo giro di presentazioni di Food Styling

Visto che amo la contaminazione (in senso buono), ne ho approfittato per mescolarmi ad interlocutori molto diversi.

Dalla storica Emanuela Scarpellini, a Milano (foto n°2), all’etno-antropologa Alessandra Guigoni a Cagliari.

Dall’esperto di analisi sensoriale Davide Oltolini e la guru della cucina a impatto zero,  Lisa Casali (foto n°3), ancora a Milano, all’esperta di cucina e volto del Gambero rosso Channel, Francesca Barberini a Roma (foto n°1).

Tutti gli incontri sono stati piacevolissimi ed estremamente interessanti.

Il pubblico, attento e curioso.

Città e interlocutori differenti, dicevo, però temi ricorrenti.

Tra una dimostrazione di strumenti e una composizione vegetale, abbiamo parlato delle mie frivole occupazioni, ma anche di cose più serie.

Soprattutto grazie ai miei ospiti.

È tornato più volte il tema del consumo consapevole, in varie declinazioni.

Dal futuro dell’alimentazione, all’asse malnutrizione-sovrappeso, sino alle scelte etiche che influiscono al momento dell’acquisto.

Alla fine siamo sempre giunti alla medesima conclusione.

La consapevolezza è la chiave di volta di tutto.

La consapevolezza nutrizionale, cioé la capacità di dare al nostro corpo quello che gli serve quando gli serve.

La consapevolezza emotiva, cioé la presa di coscienza che a volte mangiamo per ragioni che non sono legate allo stomaco, che ci stanno, ma vanno tenute d’occhio se si ama un confort food non propriamente salutare.

La consapevolezza sensoriale, cioé la capacità di gustare, di assaporare, ma anche semplicemente il prendersi il tempo di godere di ciò che si ha nel piatto.

Last but not least, la consapevolezza etica, cioé la conoscenza dei principi e delle scelte delle aziende da cui ci serviamo, e se ci rispecchiamo.

Le aziende di per se non sono né buone né cattive.

Sono semplicemente delle strutture produttive create da persone che hanno investito dei capitali, strutture che generano lavoro e indotto, e quindi benessere, ma anche che interagiscono con l’ambiente modificandolo, il tutto secondo una policy precisa.

Possono essere, o meno, in sintonia con la nostra visione del mondo, sia che si tratti di piccole aziende o grosse multinazionali.

Quali sono dunque i valori che vogliamo vedere nel nostro mondo?

Ecco, dappertutto ci siamo detti questo: ricordiamocene al momento di fare la spesa.

Visto?

Una settimana con persone intelligenti e già comincio a parlare di cose serie.

Ma adesso la smetto, tranquilli!

Riprenderò il tour a gennaio, ché durante le feste la gente ha cose più importanti a cui pensare.

Info sulle prossime date a breve.

Nel frattempo un ringraziamento di cuore a tutti i correlatori con cui ho avuto il piacere di dialogare e a tutti coloro che sono passati a trovarmi, tra cui alcune stupenderime blogger: Elena, Alice, Rossella, Marie, Agnese, Sabrina,

Grazie!

Credits: grazie ad Agnese per la foto n°1, a Sabrina per la n°2, ad Elisa per la n°3.


6 thoughts on “Di cosa parliamo quando parliamo di cibo? Riflessioni post presentazioni.

  1. Ma che bello quel cappellino nella seconda foto! :-)
    Si tratta di cose serie, serissime, è vero. Il poker di “consapevolezze” che hai evidenziato è molto interessante. Sarebbe bello possederne il giusto equilibrio.
    Grazie per queste riflessioni.
    A presto! :-)

  2. @ Sabrina:
    grazie! Tutto merito della bella foto ;)

    Quanto alle riflessioni, è curioso: ma è davvero il tema più forte che è venuto fuori!
    Molto interessante, peraltro, sono proprio d’accordo! :)

    @ Alice:
    Ma grazie a te! Oltre alla bella chicchierata, grazie ai tuoi consigli mi hai fatto fare un figurone con i miei amici veg di Verona :)
    Mitica! :-*

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