Monthly Archives: November 2009

È arrivato il Mac. Apperò.

Passeggiavo tranquilla per le amene vie di Milano, quando mi imbatto in una fantastica notizia. Il nuovo chiccosissimo panino gourmet di mecdonald. Tenetevi forte. La suddetta delizia consta di: 1) “pane cotto su pietra” 2) “deliziosa carne bovina scelta” 3) “emmentaler svizzero” 4) “insalata” 5) “pomodoro” Non è fantastico? Lodi al copy per il suo… continua a leggere

L’attacco dell’hamburger gigante

È massiccio. È determinato. Ed è molto pericoloso. Non si tratta di un criminale, ma ci siam quasi. È Super Scooby, l’hamburger più grande in vendita in UK. Alto, 15 centimetri, con un peso di circa 1,5 kg, alterna allegramente carne, fette di formaggio, onion rings, bacon, salse e qualche spaesato pezzetto di  pomodoro e… continua a leggere

Il cibo industriale è deprimente. Sul serio.

Non lo dico io. Sul sito della BBC, notoriamente piuttosto serio, ci riferiscono di uno studio della University College of London pubblicato di recente su the British Journal of Psychiatry. Secondo questo studio, basato sull’analisi di 3500 pazienti nell’arco di 5 anni, chi consuma prevalentemente cibo industriale, scatolame, surgelati e fast food ha il 58%… continua a leggere

Food styling creativo: bandiere

Bandiere luccicanti fatte di olive kalamata e feta spolverata di origano. Profumate di lime, ananas e passion fruit. O di Roquefort e Camambert, accompagnate da un grappolo d’uva matura. No, non è il paradiso. È l’abile trovata della campagna stampa del Food Festival di Sydney 2009. L’idea è deliziosa e il food styling, peraltro, è… continua a leggere

Un genio chiamato Guixè

Marti Guixè, tecnicamente, sarebbe un designer che non disdegna incursioni nel food. E anche un genio. Sono sue alcune delle intuizioni più provocatorie e stimolanti della giovane vita del food design. Qui nella foto la tortilla griffata, parte di un suo progetto sul cibo sponsorizzato per la  SPAMT Galeria H2O, Barcelona nel 1997. Ma il… continua a leggere

Metti una serata letteraria a Vigevano…

Qualche tempo fa avevo accennato allo straordinario parterre di vip presenti al Festival della letteratura di Vigevano 2009, che prevedeva, tra gli altri, la Bignardi, Faletti e persino la sottoscritta. La serata, che già prometteva bene sulla carta, è stata piacevole oltre ogni previsione. Merito prima di tutto di Laura dell’Erba, chef del ristorante Torre,… continua a leggere

Spam: meglio sul piatto o nella inbox?

Lo spam, quella quantità di robaccia che ci arriva nelle nostre email senza permesso ha una insospettabile origine gastronomica. Si tratta di una sostanza alimentare rosea caratterizzata dal sapore di veri aromi naturali sintetici e da una affidabile forma rettangolare sempre uguale a se stessa. Codesta preparazione, nata comprensibilmente alla vigilia della seconda guerra mondiale,… continua a leggere

Lo spam, quella quantità di robaccia che ci arriva nelle nostre email senza permesso ha una insospettabile origine gastronomica.

Si tratta di una sostanza alimentare rosea caratterizzata dal sapore di veri aromi naturali sintetici e da una affidabile forma rettangolare sempre uguale a se stessa.

Codesta preparazione, nata comprensibilmente alla vigilia della seconda guerra mondiale, nel 1937, è stata – un po’ meno comprensibilmente – continuata a venir considerata commestibile anche dopo la fine del conflitto.

Dato che la suddetta preparazione alimentare continua ad essere distribuita a pagamento nei supermercati, siamo costretti ad ipotizzare l’inquietante ipotesi che a qualcuno piaccia sul serio.

I festeggiamenti, nel 2001, della 6 miliardesima lattina (con annessa apertura del museo dello Spam), sembrerebbero peraltro avvalorare questa tesi.

Ma come si è passati esattamente dal piatto alla casella di posta elettronica?

Dobbiamo l’eccellente e quanto mai appropriata trovata ad uno sketch dei Monty Python, in cui ogni volta che veniva nominato lo spam, ubiquo protagonista di tutti i piatti di uno scalcinato ristorante, un coro di vichinghi cominciava a cantare “Spam, spam, beautiful spam…” generando un gran confusione.

Lo sketch, come riferito anche da Wikipedia, prendeva in giro la pervasiva pubblicità del prodotto.

Da lì si è passati ad utilizzare il termine per indicare anche la pubblicità email indesiderata.

Il fatto che la preparazione non sia esattamente haute cuisine, così come lo spam email non sia letteratura, quindi, non c’entra nulla.

Però, in compenso lo spam alimentare ha un fantastico sito, dove oltre a tante deliziose ricette, c’è anche uno shop dove potete acquistare alcuni graziosi ogettini tra cui il poster da cui è tratta la foto in alto.

Non fate finta di nulla.

Come riporta la dicitura, quella immagine di un hamburger di spam “fa venire l’acquolina in bocca solo a guardarla”. E solo per $ 1,50!

Quasi quasi mi tengo lo spam elettronico.

Credits: photo from  spam.com e-shop