Waitress – if only life were easy as a pie

Un giorno il cibo mi rovinerà, lo so.

Non tanto per questioni di salute, quanto per la quantità di film che mi sciropperò giusto perché parlano di cibo.

E saranno tanti, saranno sempre di più, bisogna cominciare sin da ora a farsene una ragione.

Questo amabile filmuccio americano è proprio una pie, una di quelle loro torte con la crosta tipo brisè ed un ripieno opulento e calorico, ma non necessariamente utile alla salute. E talvolta nemmeno alla gola.

La storia, che non mi sentirei di definire originalissima, è quella di una cameriera bravissima a far torte, sposata con un deficiente di prima anche un po’ manesco ma incapace di lasciarlo, che sogna di partecipare al concorso nazionale di torte e aprire una pasticceria tutta sua.

***spoiler***La giovane poi si scopre incinta, odia il bambino che ha in grembo perché la tiene attaccata al marito psicopatico/possessivo da cui vuole fuggire. La nascita della figlia, alla cui nascita si scopre traboccante di amore materno, le darà la forza di lasciare il marito e di troncare una romantica relazione con il bel pediatra, per amore di correttezza e desiderio di non far soffrire nessuno.***end of spoiler***

Insomma, una tazza di buoni sentimenti, 2 cucchiai di dramma, un pizzico di sesso, 1 oncia di moralismo e una bella spolverata di humour. Mescolare, infornare, et voilà, la torta è pronta e appetitosa. Servire ben calda decorando con un’estetica retrò molto chic.

A parte la crosta, di cui sopra, il ripieno ha però qualcosa di seriamente affascinante: tutte le torte con cui la protagonista punteggia la sua storia, con cui esprime quello che non riesce a dire a parole, fotogeniche come solo i dolci al cinema, sono una più interessante dell’altra e con nomi veramente improbabili ma proprio per questo assai divertenti.

Abbiamo quindi la torta salata del bambino odioso, la torta della sirena meringata, la torta della mia zucca biricchina, la torta dei brividi d’amore, la torta della chicago nascosta, la torta del tonno canterino etc.

Per consolare chi ci ha sbavato dietro tutto il film, va detto che le torte di cui sopra probabilmente non sono nemmeno commestibili. Le creme sono troppo gialle o troppo verdi o troppo rosa e di una consistenza troppo plasticosa per essere vere e nemmeno il cioccolato mi sembrava convincente.

In questo come in molti altri film l’atto del cucinare è rappresentato, così come l’avere figli, come una cosa facile facile ed estremamente fotogenica: le parti rognose magicamente non esistono e il tutto si riduce al versare creme perfette dal pentolino alla tortiera, o a cospargere il dolce, con elegante gesto di mano, di chips di cioccolato o di marshmallows, e via in forno.

Invece di sicuro ci hanno lavorato un po’ di persone. Nei titoli di coda ho captato una pie mistress che non credo si sia occupata della merenda del cast.

A suo modo istruttivo.

PS Tanti complimenti ai traduttori. Il titolo originale, titolo anche di questo post, espressione ideomatica che significa più o meno “se vivere fosse facile come fare una torta” è diventato un arguto e originale “ricette d’amore”. Siamo impressionati.

One Response to Waitress – if only life were easy as a pie

  1. avevo già visto un articolo con annesse ricettine su Vanity…poi mi sono dimenticata ma ora voglio andarlo assolutamente a vedere…devo solo aspettare la fine della mia S.P.M.!!!
    Ho già fatto qst errore andando a vedere senza aver prima mangiato RATATOUILLE…ti prego vallo a vedere e aspetto il tuo commento sul blog è ADORABILE!!!
    BACI FrancescaSofia

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